Alessia Pingul

Historia di Alessia
ovvero di come fuggire dalla noiosa festa della vita

“Alessia forse non è normale. Non è come gli altri, anche se assomiglia agli altri, non pensa come gli altri e non vuole essere gli altri. Posto questo, non si pensi che lei sia diversa in modo analogo a coloro che si compiacciono di essere un po’ stravaganti, fuori dagli schemi, ma del tutto dentro agli schemi […] definirei il suo uno schema a parte; uno schema senza schema.”

“Da sempre aveva la sensazione che qualcosa non andasse come doveva, ma cosa? Voleva viaggiare e ha viaggiato, la percezione che rimaneva addosso più di tutte però era sempre la stessa: l’impressione di non aver trovato ciò che cercava.
Cosa cercava poi?”


“Alessia, le persone, proprio non le riesce più a comprendere, si sente tanto
tanto diversa, forse un po’ folle o forse per lei sono tutti gli altri ad essere folli…”

“Alessia pensava che la festa fosse una gran rottura di balle, ma non poté rifiutare di parteciparvi per un periodo che durò quasi dieci anni e che si svolse in vari luoghi,
ovvero in tutti i posti in cui visse in quel periodo di tempo …”

“… Io sono alla moda. Io sono speciale. Io sono strano
… Io sono grande. Io sono di più …”

“«[…] nessuno parla più con se stesso, o meglio nessun doppio nascosto parla
mai con l’io. Mi capisci?» Chiese la voce.
«Mi stai dicendo che sei il mio doppio? Ho capito bene? Si sforzò Alessia che non voleva apparire stupida, anche se non sapeva bene che cosa fosse esattamente un doppio …»”

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